Tutto quello che c'è da sapere sull'impronta ambientale dei prodotti (PEF)

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Mentre la sostenibilità ridefinisce il futuro del settore della moda, i marchi sono sottoposti a una pressione crescente affinché misurino, documentino e riducano l'impatto ambientale lungo tutta la loro catena del valore. Tra gli strumenti più affidabili oggi disponibili, il Product Environmental Footprint (PEF) si distingue come metodologia di riferimento europea per la valutazione dell'impatto ambientale a livello di prodotto.

Sviluppato dalla Commissione Europea, il PEF fornisce un quadro scientifico standardizzato per valutare le prestazioni ambientali durante l'intero ciclo di vita di un prodotto. Per i marchi di moda, l'adozione del PEF significa rafforzare la trasparenza, la comparabilità e il processo decisionale basato sui dati, preparandosi al contempo all'evoluzione delle leggi e delle normative europee.

Che cos'è l'impronta ambientale del prodotto (PEF)?

L' impronta ambientale del prodotto (PEF) è una metodologia basata sul ciclo di vita progettata per misurare l'impatto ambientale dei prodotti in modo coerente, verificabile e comparabile in tutta Europa. Introdotta nel 2019 e finalizzata nel 2025 a seguito di ampie consultazioni pubbliche, la PEF svolge un ruolo centrale nel quadro di sostenibilità dell'UE nell'ambito del Green Deal europeo.

Il PEF si basa sui principi della valutazione del ciclo di vita (LCA) per quantificare gli impatti in tutte le fasi del ciclo di vita:

  • estrazione e lavorazione delle materie prime
  • produzione
  • distribuzione e logistica
  • uso del prodotto (lavaggio, asciugatura, stiratura)
  • scenari di fine vita (riciclaggio, riutilizzo, smaltimento)

A differenza degli approcci basati su un unico indicatore, il PEF tiene conto di molteplici indicatori ambientali, consentendo ai marchi di comprendere i compromessi tra cambiamento climatico, utilizzo delle risorse idriche, utilizzo del suolo, salute umana e esaurimento delle risorse.

Perché la PEF è importante per l'industria della moda

La moda è uno dei settori industriali che consuma più risorse a livello globale, con un impatto significativo sul clima, sui sistemi idrici e sugli ecosistemi. Il PEF fornisce un riferimento metodologico comune per quantificare, analizzare e documentare l'impatto ambientale a livello di prodotto.

Per l'abbigliamento e le calzature, le Regole di categoria relative all'impronta ambientale dei prodotti (PEFCR) stabiliscono regole specifiche per il settore, garantendo che i prodotti siano valutati utilizzando requisiti di dati, indicatori di impatto e standard di calcolo armonizzati. Ciò rende il PEF nel settore della moda particolarmente rilevante per i marchi che cercano dati ambientali solidi a supporto delle strategie di conformità, rendicontazione e sostenibilità.

PEF Single Score - Il quadro metodologico
PEF Single Score - Il quadro metodologico

Vantaggi principali del PEF per i marchi di moda

1. Norme specifiche per i prodotti di abbigliamento e calzature

Il PEFCR per l'abbigliamento e le calzature definisce regole tecniche chiare per diverse categorie di prodotti rappresentative, come magliette, abiti, pantaloni e calzature. Queste regole riflettono la complessità delle catene di approvvigionamento tessili, garantendo una misurazione ambientale coerente anche quando i materiali, i processi e l'approvvigionamento differiscono.

Le ultime versioni del PEFCR integrano anche la durata, la riparabilità e la frammentazione delle fibre, riconoscendo l'importanza della fase di utilizzo e dell'impatto a fine vita dei prodotti tessili.

2. Migliore comparabilità e affidabilità delle dichiarazioni ambientali

Uno dei principali punti di forza del PEF risiede nella sua capacità di garantire la comparabilità. Basandosi sulla stessa metodologia, sugli stessi set di dati e sugli stessi fattori di ponderazione, il PEF consente un confronto equo tra prodotti simili.

Per i marchi di moda, ciò supporta:

  • dichiarazioni ambientali credibili
  • benchmarking interno
  • documentazione pronta per la revisione contabile
  • maggiore fiducia dei consumatori e delle autorità di regolamentazione

Il PEF contribuisce ad allineare le aspettative in materia di comunicazione, dati e normative.

3. Eco-design guidato dai dati ambientali

Valutando i prodotti sulla base di 16 indicatori ambientali, il PEF identifica i punti critici dal punto di vista ambientale in ogni fase del ciclo di vita. Ciò consente ai marchi di integrare i principi dell'eco-design direttamente nello sviluppo dei prodotti.

In pratica, questo supporta:

  • selezione dei materiali in base ai dati relativi all'impatto
  • miglioramenti nella durata dei prodotti
  • impatto ridotto durante l'uso da parte dei consumatori
  • scenari migliori di fine vita

La sostenibilità diventa parte integrante delle decisioni di progettazione, supportata da dati misurabili.

Calcolo dell'impatto PEF
PEF - Calcolo dell'impatto

4. Un quadro comune in linea con le leggi europee

Il PEF è sempre più spesso citato nel quadro normativo europeo, tra cui:

  • il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (ESPR)
  • il Passaporto digitale del prodotto
  • la direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità delle imprese (CSRD)

L'utilizzo del PEF nel settore della moda oggi consente ai marchi di allineare le pratiche di misurazione ambientale, tracciabilità e rendicontazione ai futuri requisiti legali, riducendo i rischi di conformità futuri.

5. Riduzione dei costi attraverso l'ottimizzazione ambientale

Oltre alla conformità e alla trasparenza, il PEF può supportare l'ottimizzazione dei costi. Evidenziando le fasi ad alto impatto, i marchi spesso identificano le inefficienze nei materiali, nell'uso dell'energia, nella logistica o nella durata dei prodotti.

La riduzione dell'impatto ambientale va spesso di pari passo con:

  • minore consumo di risorse
  • riduzione dei rifiuti
  • miglioramento del costo per utilizzo

PEF e LCA - 16 indicatori

Come funziona la PEF: Un approccio alla valutazione del ciclo di vita

Uno studio PEF segue un quadro strutturato quadro LCA basato su standard internazionali come ISO 14040 e ISO 14044. Per l'abbigliamento e le calzature, gli impatti vengono valutati in cinque fasi del ciclo di vita:

  1. Materie prime e pre-lavorazione
  2. Produzione
  3. Distribuzione
  4. Utilizzo da parte dei clienti
  5. Fine vita

Il PEF combina:

  • dati primari (informazioni specifiche sul marchio e sul fornitore)
  • dati secondari provenienti dalla banca dati dell'UE sull'impronta ambientale, qualora non siano disponibili dati primari

L'unità funzionale è spesso definita in base all'uso (ad esempio, un giorno di utilizzo), rendendo la durata e la riparabilità leve essenziali per la riduzione dell'impatto.

In Europa coesistono diverse metodologie di valutazione ambientale. Sebbene condividano le stesse basi LCA, esistono differenze in termini di obiettivi, trattamento dei dati e formati di comunicazione. Queste distinzioni sono importanti per i marchi che operano in mercati e contesti normativi diversi (ad esempio, l'Ecoscore francese).

Fairly Made: sostenere l'implementazione del PEF nel settore della moda

Fairly Made supporta i marchi di moda nella strutturazione della tracciabilità, nella raccolta dei dati ambientali e nella misurazione dell'impatto in linea con i requisiti PEF.

Come soluzione di riferimento europea per la tracciabilità della catena di approvvigionamento e l' analisi dell'impatto ambientale, Fairly Made ha contribuito attivamente allo sviluppo del PEFCR attraverso molteplici consultazioni pubbliche. La piattaforma aiuta a tradurre standard metodologici complessi in flussi di lavoro operativi, consentendo ai marchi di lavorare con dati affidabili su tutti i prodotti e le collezioni.

Integrando dati allineati al PEF, indicatori del ciclo di vita e riferimenti normativi in un unico spazio di lavoro, aiutiamo i marchi a rafforzare la trasparenza, migliorare il processo decisionale e allinearsi alle leggi ambientali europee in continua evoluzione.